Progetto didattico Ro scuola primaria

La scelta di realizzare il videogioco sulla Shoa si può ascrivere al più generale metodo didattico denominato: Project Based Learning cioè un metodo didattico per progetti  o problemi. In base a tale approccio i bambini vengono messi di fronte problemi complessi rispetto ai quali devono attivare numerosi processi cognitivi per trovare le soluzioni possibili e portare a termine il compito.

Le sue tappe fondamentali sono quattro:

  • Creare squadre composte da tre o più studenti che lavorino ad un progetto di ricerca per un periodo  abbastanza lungo ma ben definito.
  • Porre inizialmente una serie di domande che stabiliscano ciò che lo studente ha bisogno di apprendere, e stabilire la struttura del progetto inserendo attività e nuove informazioni che potranno essere apprese durante il lavoro.
  • Fissare le tappe del progetto, che comprendano, la creazione di un piano, di progetti, ed una presentazione finale, da fare di fronte ad un pubblico.
  • Dare valutazioni puntuali e / o feedback ai singoli progetti, alle capacità di comunicazione scritta e orale, al lavoro di squadra, pensiero critico, e ad altre importanti competenze che emergono durante tutto questo processo formativo.

Un luogo dove questa nuova forma di insegnamento è attiva è la New Technology High School, di Napa, in California, che ha adottato il PBL sin dall'inizio della sua attività, nel 1996.

 

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Gli studenti  vengono trascinati in una situazione concreta o in un progetto realistico che suscita il loro interesse e provoca effetti che devi sapere, in questo caso la realizzazione di un videogioco sulla Shoa, come un modo diverso per celebrare questa ricorrenza in modo non rituale. .

I progetti sono creati allo scopo di risolvere problemi complessi che richiedono un forte spirito critico.

lo studente potrà:

  • Imparare a collaborare, lavorando in gruppo.
  • Sviluppare il proprio spirito critico, affrontando problemi complessi.
  • Imparare a comunicare verbalmente, facendo presentazioni.
  • Imparare a comunicare per iscritto, scrivendo.
  • Prendere confidenza con la tecnologia, utilizzandone gli strumenti.
  • Sviluppare la responsabilità civica, affrontando problemi locali o globali.
  • Imparare nuovi nozioni, attraverso ricerche e facendo tutto ciò sopra descritto.

I progetti più validi mirano al bisogno di apprendere degli studenti, che nasce dal dover affrontare problemi, lavorando in team per arrivare ad una soluzione, a dei prodotti a delle presentazioni.

La tecnologia gioca un ruolo fondamentale come supporto per gli ambienti che adottano il PBL.

Consente agli studenti di lavorare ai propri progetti, in modo da imparare in modo quasi autonomo. Non permette agli studenti solo di adeguarsi agli standard tradizionali, ma molto altro.

Questo riguarda il metodo più in generale nel concreto il percorso si è sviluppato nel modo seguente:

1)           Condivisione con i bambini del progetto e brainstorming iniziale sulle possibili modalità di realizzazione fino alla realizzazione di un piano iniziale di fattibilità che prevedeva la ricerca di informazioni sull’argomento, da una parte, e la familiarizzazione con un programma apposito, dall’altra.

2)         Ricerca dei macro argomenti  in cui suddividere il lavoro in gruppi. I macro argomenti sono stati scelti in modo da poter usare tali categorie anche per analizzare  e quindi riconoscere, situazioni analoghe presenti in  altri periodi storici o nella stessa attualità. Gli argomenti individuati sono stati:

-     Individuazione (cioè il momento in cui si formano  all’interno della popolazione delle categorie, per differenziare gli individui fra loro e poterli classificare in base ad un criterio: razza, religione, colore della pelle, classe sociale, ecc..)

-     Discriminazione ( cioè il momento in cui si stabilisce che ad una certa categoria corrispondono meno diritti e specifici divieti o obblighi)

-     Segregazione ( cioè il momento in cui si stabilisce che gli individui appartenenti a tali categorie devono vivere in maniera separata dagli altri attraverso la predisposizione di appositi spazi nella città)

-     Eliminazione ( la soluzione finale in questo caso ma si tratta di una fase che non sempre è presente, o lo può essere in modo ambiguo come ad esempio una guerra )

3)         Formazione di gruppi di lavoro sui macro argomenti con la consegna di estrapolare le informazioni in merito e elaborare una serie di domande in proposito e un possibile gioco esemplificativo individuandone il meccanismo cooperativo, le regole, imprevisti ed opportunità.  Attraverso il gioco infatti i non solo si può comunicare al giocatore delle informazioni sull’argomento  ma anche una serie di riflessioni in merito.

4)         Presentazione alla classe dei lavori svolti con  rispetto agli obiettivi iniziali.  relativa discussione e valutazione di congruenza.

5)         Realizzazione dei  disegni e dei testi necessari.

 

Attraverso questo percorso i bambini hanno appreso e compreso molte informazioni relative alla Shoa, anche se si trattava di un argomento non previsto nel programma scolastico, hanno  cooperato per la realizzazione di un prodotto finale rivolto ad un pubblico reale e con un utilizzo nella vita di tutti i giorni attraverso le nuove tecnologie. Sono stati spesso severi giudici dei propri e altrui lavori, hanno elaborato una comunicazione di spiegazione del proprio lavoro in modo da renderlo comprensibile per tutti.

 

Parallelamente  i bambini hanno lavorato sempre in modo cooperativo e progettuale per familiarizzare con un software adeguato allo sia  scopo che alla fascia d’età.

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